Acqua al futuro

Edizione 2013

A sei anni dalla nascita, la giuria del Premio Internazionale Ambientalista Il Monito del Giardino ha scelto come vincitori dell’edizione 2013 sei personaggi di altissima competenza nel settore dell’acqua.

Per questo motivo la manifestazione è stata inserita nel programma annuale dell’Unesco International Hydrological Programme ed ha avuto il Premio di Rappresentanza del Presidente della Repubblica.

Nell’anno che l’Onu ha voluto si dedichi alla “Cooperazione mondiale sull’acqua”, la giuria del “Monito del Giardino” ha posto l’interesse verso questa risorsa primaria al centro del suo lavoro di selezione dei candidati al massimo riconoscimento. Cinque sono i premi simbolici (una preziosa statuetta in argento), il primo, invece, consiste in un assegno di 15mila euro che il vincitore dovrà destinare a un’iniziativa avviata o da avviare nei Paesi in cui la carenza d’acqua generi povertà, malattie e potenziali conflitti, e che sia in linea con lo spirito statutario della manifestazione.

I premiati

Qui di seguito il programma delle manifestazionie e brevi note biografiche dei prescelti con le motivazioni per cui sono stati concessi i riconoscimenti. I vincitori dell’edizione 2013 sono: Aaron Wolf (primo premio); Simone Langan; Tony Allan; Pasquale Steduto; Helgard Zeh; Angela Morelli.

PROGRAMMA

TONY ALLAN
altE’ Professore Emerito al King’s College di Londra e presso la School of Oriental and African Studies (SOAS) dell’ Università di Londra. I suoi studi, la sua attività di insegnamento nonché le sue pubblicazioni hanno fornito un contributo fondamentale per comprendere come le risorse idriche del pianeta possano essere usate e amministrate in modo proficuo ed efficace. Egli ha sottolineato il ruolo fondamentale svolto dalla politica nel determinare il modo in cui le risorse idriche naturali vengono distribuite e usate. In particolare il suo principale contributo è stato quello di trovare il nesso fra cibo e acqua. Nel 1992 egli infatti ha formulato per la prima volta il concetto di ‘acqua virtuale’ per dare un’idea dell’enorme quantità di acqua che serve per produrre gli alimenti che consumiamo. E non solo di quelli. Secondariamente egli ha di recente proposto la nozione di ‘acqua da cibo utilizzata nella filiera alimentare’ per evidenziare l’importanza del ruolo degli agricoltori e degli orticoltori che gestiscono il 90% dell’acqua consumata per produrre il cibo necessario alla società. Allan promuove campagne per incitare i consumatori – anche nella loro veste di elettori– a esercitare la loro influenza sui governi e i mercati affinché riconoscano il legame fra la politica dei prezzi degli alimenti e la capacità degli agricoltori di essere bravi gestori dei servizi legati agli ecosistemi idrici garantendosi adeguati mezzi di sussistenza.
I motivi per cui la giuria de Il Monito del Giardino indica Tony Allan e la sua attività di ricerca a modello in questo campo

  • Per essere riuscito a attirare l’attenzione di politici e studiosi sull’importanza di misurare la quantità di acqua che è necessaria a produrre, trasformare, preparare, confezionare e trasportare il cibo che una persona consuma nel corso di una giornata – circa 2.700 litri in India, 5.600 in Italia e 6.500 negli Stati Uniti.
  • Per aver compreso come far fronte alle molte questioni chiave con cui hanno a che fare coloro che decidono e applicano le politiche concernenti l’uso dell’acqua, risorsa scarsamente reperibile, nelle zone aride come il Medio Oriente e il Nord Africa. In particolare per avere messo in evidenza il ruolo dei sistemi commerciali globali nel garantire cibo e acqua ai Paesi più e meno sviluppati con carenza idrica.
  • Per essere diventato, grazie all’elaborazione di questi “concetti”, un punto di riferimento per coloro che si occupano di regolamentare l’uso dell’acqua.
  • Per essere impegnato da decenni a combattere ardue battaglie culturali, intellettuali e altamente politicizzate per convincere i consumatori di acqua, i professionisti e gli scienziati dell’acqua nonché coloro che sono deputati a prendere decisioni di governo che l’acqua è una risorsa limitata e preziosa che deve perciò essere usata e amministrata con attenzione.

SIMON LANGAN

altDall’agosto del 2011 è capo dell’Ufficio dell’IWMI (International Water Management Institute) per il Bacino del Nilo e l’ Africa orientale. Questo vastissimo territorio che include dodici Paesi e oltre 160 milioni di persone è una delle zone del mondo con la maggiore insicurezza alimentare. La produzione di cibo dipende infatti per quasi l’80 per cento dall’andamento delle colture pluviali. Ma gli effetti negativi del cambiamento climatico, il degrado del suolo, l’erosione, un uso irrazionale dell’acqua, una visione politica poco lungimirante rispetto all’utilizzo delle risorse disponibili, determinano rese agricole sempre più basse che portano come conseguenze povertà e fame. Con il suo team di scienziati di varie discipline, Langan sta lavorando sia con gli agricoltori locali (per correggerne gli errori e diffondere le pratiche virtuose), sia con i responsabili politici per instradarli verso una gestione dell’acqua efficiente, sostenibile e, soprattutto, equa.

  • Le motivazioni per cui la giuria del Monito del Giardino indica come modello Simon Langan e la sua attività sono le seguenti:
  • Perché guida con competenza scientifica e passione ideale un’iniziativa di valore planetario, multiistituzionale e democratica che punta sull’innovazione tecnologica e sulla valorizzazione delle pratiche tradizionali nella gestione delle acque. Obiettivo: ridurre la povertà, dare sicurezza alimentare e favorire la crescita economica.
  • Perché diffonde con la forza di esperienze anche estreme la convinzione che nel mondo c’è abbastanza acqua per soddisfare le esigenze dei popoli e degli ecosistemi (nonostante il boom demografico) ma che per evitare al pianeta un futuro di sete è indispensabile una gestione più oculata e creativa di questa risorsa primaria e preziosa.

ANGELA MORELLI

altInsegna information design e partecipa a conferenze internazionali su design e comunicazione. In Europa collabora con diverse organizzazioni di ricerca. Dopo la laurea in Ingegneria al Politecnico di Milano ha frequentato un master in Disegno Industriale. Successivamente ha completato un master in Communication Design alla Central St Martins di Londra specializzandosi in Information Design. La sua tesi di master, “The Global Water Footprint of Humanity”, basata sulla ricerca realizzata dall’ UNESCO e dall’ Universita olandese di Twente ha ottenuto la menzione di onore come opera di particolare importanza all’ INDEX: AIGA Aspen Design Challenge.

In seguito alla collaborazione di studio con Arjen Hoekstra, fondatore del Water Footprint Network e con Tony Allan, inventore del concetto di “acqua virtuale”, ha deciso di portare i risultati di tali ricerche nelle case europee e non solo. Dai tempi del master, Morelli lavora come ambasciatrice dell’acqua virtuale e degli studi sul water footprint, ossia l’impronta idrica. In virtù della sua dedizione, nel 2012 è stata nominata Young Global Leader dal World Economic Forum.

La designer ritiene che dobbiamo costruire strutture sociali adeguate per incoraggiare un comportamento sostenibile e che l’information design giochi in questo senso un ruolo importante non soltanto nella comunicazione di argomenti complessi a un pubblico non-tecnico, ma anche nell’opera di sensibilizzazione delle popolazioni ai temi ecologici.
I motivi per cui la giuria de Il Monito del Giardino indica gli studi e il lavoro della Professoressa Morelli a modello in questo campo.

  • Per aver messo al centro della sua missione come “communications architect” i temi centrali del mondo odierno: la sostenibilità dell’uso delle risorse primarie e conseguentemente la lotta per l’uguaglianza dei diritti dei popoli e contro la povertà.
  • Per aver puntato alla crescita della consapevolezza dell’uomo comune relativamente ad una emergenza planetaria come lo è la mancanza di acqua, dimostrando in ciò oltre a qualità professionale e coraggio una fiducia nel genere umano che troppo spesso manca in coloro che governano.

PASQUALE STEDUTO

altE’ vicepresidente della Divisione Terra e Acqua della Fao. In questa veste, da anni combatte per contribuire ad alleviare i gravi problemi legati alla scarsità d’acqua e a ridurre l’inquinamento ambientale. Fautore del ricupero delle acque reflue urbane per l’irrigazione in agricoltura e di un più accorto utilizzo delle acque sotterranee e, in genere, dell’acqua potabile, Steduto è in prima fila nello stimolare i governanti del pianeta a una maggiore attenzione verso il bilancio idrico mondiale. Ciò per dare, anche a chi oggi non l’ha, la possibilità di bere e nutrirsi secondo necessità. Oggi infatti nel mondo sono circa 900 milioni le persone che non hanno accesso a una fonte bevibile, mentre il 40 per cento della popolazione globale non fruisce di servizi igienici. “Il mondo ha sete perché ha fame”, sostiene da tempo la Fao, e ciò anche perché un terzo delle risorse idriche della Terra sono consumate in soli 3 Paesi: India, Cina e Usa.
Le motivazioni per cui la giuria del Monito del Giardino indica a modello Pasquale Steduto e la sua attività sono le seguenti:

  • Per aver contribuito, anche se soltanto in alcuni Paesi con scarsissime risorse idriche, a limitare la competizione tra città e campagna fornendo progetti-guida per il trattamento e il recupero delle acque di scolo urbane a fini agricoli.
  • Per la sua battaglia contro gli sprechi e a favore dell’innovazione tecnologica relativamente all’uso dell’ acqua e per il risparmio del cibo (buttando il quale si butta anche l’acqua servita per produrlo).
  • Per la sua opera di sensibilizzazione politica sul fatto che la crisi idrica non riguarda soltanto i Paesi sottosviluppati in quanto la richiesta d’acqua nei settori produttivi dell’Occidente (energia, industria e agricoltura), resa ancor più grave dall’ influenza negativa dei mutamenti climatici è oggi esponenziale.

 AARON WOLF

altL’acqua è un bene di primaria importanza per la sopravvivenza della Terra e del genere umano. L’accesso a questa preziosissima risorsa, però, non è lo stesso in tutte le parti del mondo, per ragioni sia ambientali sia climatiche, ma, troppo spesso, anche per egoistiche ragioni economiche. Di conseguenza numerosi conflitti sono già in atto per quello che viene chiamato “l’oro blu del XXI secolo”. All’opposto, esistono persone che, proprio sfruttando l’idea di un più democratico accesso alle risorse idriche, cercano di costruire sul pianeta processi di pace e d’amicizia. Aaron Wolf, professore di geografia presso la Oregon State University, è tra queste. Infatti, viene riconosciuto in campo mondiale il valore del suo lavoro di mediazione nelle controversie relative all’ acqua in primo luogo all’interno di scenari geopolitici molto delicati come sono quelli mediorientali. Per questo Wolf è anche citato in Ecoliterate, il libro che racconta le storie di docenti, attivisti e giovani ambientalisti che affrontano in maniera creativa le questioni relative al superamento delle fonti energetiche tradizionali come il carbone e il petrolio, alla produzione di cibo e, appunto, alla captazione e alla distribuzione dell’acqua. Il professor Wolf è autore di numerosi articoli pubblicati nelle maggiori riviste scientifiche di settore e di alcuni libri divenuti testi di riferimento.
Le motivazioni in base alle quali la giuria del Monito del Giardino indica a modello gli studi e il lavoro sul campo del professor Wolf.+

  • Aaron Wolf è un professore di geografia ma, soprattutto, un intelligente e sensibile mediatore nelle più delicate vertenze: due professioni che egli fonde insieme nel suo impegno volto alla risoluzione del conflitto arabo-israeliano, nonché in numerose dispute in corso nell’Europa centrale, nel Sud-Est asiatico e in Africa.
  • Da anni Wolf indaga le dinamiche dei conflitti legati all’acqua e la loro risoluzione sia a livello locale, sia internazionale. Lo fa esplorando i vari aspetti che confluiscono nella formazione dei contrasti e nella loro gestione per arrivare a soluzioni alternative e pacifiche delle controversie grazie alla partecipazione delle popolazioni e alle capacità istituzionali.
  • La tutela dell’equilibrio naturale e il miglioramento della qualità della vita delle popolazioni locali, sono considerate da Wolf le armi migliori per risolvere le controversie fra coloro che condividono lo stesso ambiente traendone alimento e lavoro.
  • Per questi motivi, e al fine di sostenere in primo luogo i progetti destinati a fare dell’acqua un elemento di pace nel conflitto arabo-israeliano in Palestina, la giuria ha scelto di destinare i 15mila euro del primo premio de “Il Monito del Giardino” per l’edizione 2013” ad Aaron Wolf.

HELGARD ZEH

zehSono cronaca ricorrente nel nostro Paese le esondazioni di fiumi e torrenti (con i conseguenti allagamenti), le frane in collina e montagna mentre cresce in modo abnorme l’edificazione di argini e insicuri pendii e si abbandona ogni cura del territorio salvo continuare a ricoprirlo di cemento e asfalto. Tutto questo produce danni immensi al patrimonio naturale e soprattutto genera inaccettabili perdite umane ed economiche. La causa sta in un’assurda gestione delle acque correnti e nel pensare che si possano ostacolare nubifragi, piene e straripamenti soltanto costruendo baluardi. Invece duemila anni di esperienza hanno dimostrato che il modo migliore per difendersi è prevedere, assecondare e contenere la violenza della natura usando materiali vivi e verdi. Questo insegna la bioingegneria che ha visto in Leonardo da Vinci un precursore e in Helgard Zeh un’epigone contemporanea. Una sorta di “Maestra dei fiumi”.
Le motivazioni per cui la giuria del Monito del Giardino indica
a modello Helgard Zeh e i suoi insegnamenti sono le seguenti:

  • Per avere rilanciato in Europa la cultura dell’ingegneria naturalistica dando nuovo vigore teorico e pratico alla Scuola di Georg Strele, Hugo Meinhard Schiechtl e Richard Prueckner.
  • Per avere teorizzato e insegnato l’impianto ai margini dei fiumi di alberi e cespugli in grado di formare radici intrecciate sommerse che frenano la velocità dell’acqua e riducono l’erosione.
  • Per avere sostenuto la costruzione di aree di espansione oltre gli argini naturali dei fiumi, di sponde a varie pendenze e di palificazioni con materiali naturali antierosivi.
  • Per avere teorizzato e realizzato ecosistemi-filtro per la fitodepurazione con evidenti benefici ecologici e crescita della biodiversità.
  • Per avere teorizzato e favorito il ricorso a opere di palificazione e consolidamento con materiale vivo o verde nelle zone franose.

Organi

Giuria

Giampiero MaracchiPresidente della Fondazione per il Clima e la Sostenibilità (FCS), e del Centro Studi per le Applicazioni dell’Informatica in Agricoltura (CeSIA), è uno dei massimi specialisti del settore. Vice Presidente dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze. Iinsegna Agrometeorologia e Climatologia all’Università di Firenze ed è tra i fondatori dell’Istituto di Analisi e Telerilevamento Ambientale (I.A.T.A.) e del Centro di Studi per l’Applicazione dell’Informatica in Agricoltura (Ce.S.I.A.). Inoltre è delegato nazionale presso l’Organizzazione Metrologica Mondiale e l’Unione Europea.
Ha promosso e coordinato numerose ricerche in tutto il mondo, in particolare sulla difesa delle colture e sulle classificazioni agroclimatiche. Per la stampa è uno degli interlocutori più autorevoli e citati in materia di alterazioni climatiche del pianeta.

 

Francesco FerriniDall’anno accademico 2005-2006 Francesco Ferrini è docente del corso di laurea in Scienze vivaistiche, ambiente e gestione del verde, presso l’Università di Firenze. L’attività di ricerca condotta nelle numerose istituzioni di appartenenza gli ha consentito il raggiungimento di importanti risultati nei settori dell’arboricoltura urbana e ornamentale e del vivaismo ornamentale. I suoi lavori, quasi tutti pubblicati, sono stati valutati positivamente sia dal mondo scientifico internazionale, sia da quello operativo e sono considerati come uno dei principali riferimenti dell’attività italiana nel settore. Grazie anche all’intensa attività di divulgazione, è stato nominato presidente della Società Italiana di Arboricoltura e, in seguito, è divenuto componente del Board of Directors della International Society of Arboriculture (ISA) che conta oltre 20.000 membri in tutto il pianeta.

 

Erarsmo D'AngelisErasmo D’Angelis è presidente di Publiacqua, la società che gestisce il servizio idrico della Toscana Centrale. Giornalista professionista, ha una lunga militanza ambientalista e con Legambiente ha promosso Goletta Verde, Treno Verde, campagne di monitoraggio e messa in sicurezza dei fiumi. Ha organizzato il Raduno degli Angeli del Fango rintracciando quanti nel 1966 giunsero nella Firenze alluvionata. E’ autore di libri, guide naturalistiche e studi nel settore idrico e della depurazione. E’ stato consigliere regionale. E’ membro della Giunta esecutiva di Federutility.

 

bindiProfessore ordinario presso l’Universita’ degli studi di Firenze. Dal 1988 ha condotto attivita’ di ricerca sull’effetto dei cambiamenti climatici sugli ecosistemi agrari e naturali che gli hanno valso la partecipazione a numerosi progetti finanziati dalla comunita’ europea (ICONE, MICE, ENSEMBLES, ADAM, PICCMAT, CIRCE, AG2020, MEDIATION) e la nomina di lead author del 4th e 5th rapport dell’IPCC che nel 2007 ha vinto il Premio Nobel per la Pace. E’ stato direttore del Dip. Di Science Agronomiche e Gestione del territorio agroforestale dell’Università degli Studi di Firenze (2007-2009). Ha coordinato il master in Meteorologia Applicata dell’Universita’ degli Studi di Firenze (2002-2005). E’ vice-Preside della facoltà di Agraria dal 2010 e Presidente del Corso di Laurea Magistrale in Scienze e Tecnologie Agrarie dal 2008. E’ membro dell’European Society of Agronomy della Societa’ Italian di Agronomia. E’ stato chairman della Div. 2 dell’European Society of Agronomy (2005-2008).

Antonio CianciulloAntonio Cianciullo è inviato di la Repubblica. Per conto del giornale segue da oltre 25 anni i temi ambientali e ha partecipato ai principali appuntamenti internazionali: dalle conferenze sull’ozono negli anni Ottanta all’Earth Summit di Rio de Janeiro del 1992, dai reportage sui grandi disastri petroliferi ai vertici sul cambiamento climatico. È laureato in filosofia. Per la sua attività ha vinto numerosi premi. Tra i suoi libri Atti contro natura (Feltrinelli, 1992), Ecomafia (Editori riuniti, 1995, con Enrico Fontana), Far soldi con l’ambiente (Sperling & Kupfer, 1996, con Giorgio Lonardi), Il grande caldo (Ponte alle grazie, 2004), Soft economy (Rizzoli, 2005, con Ermete Realacci).

 

Raffaello GianniniDocente di Selvicoltura presso l’Università di Firenze a partire dal 1971, dal 1984 al 1988 professore ordinario di Genetica agraria e dall’85all’88 preside della facoltà di Agraria, Raffaello Giannini è stato per almeno due decenni uno dei più importanti ricercatori nell’ambito del miglioramento genetico degli alberi forestali. Dal 1998 al 2010 è stato presidente del corso di laurea magistrale in Gestione dei sistemi forestali. Dal 2002 ad oggi è il rappresentante italiano a Bruxelles nel Comitato scientifico europeo che si occupa dello sviluppo delle risorse forestali sostenibili (COST Action E28) e favorisce l’utilizzo di nuovi strumenti genetici nel campo della riproduzione forestale, attraverso il trasferimento di tecnologia dai laboratori più avanzati. La sua attività di ricerca è documentata da oltre 250 pubblicazioni. Importante il suo ruolo di divulgatore a livello nazionale e internazionale.

 

Stefano MancusoFamoso nella comunità scientifica per aver dimostrato che le piante possiedono una specifica forma di razionalità e di linguaggio, Mancuso ha vinto per questo l’European Award for Innovation and Research. Insegna all’Università di Firenze dove dirige il LINV, il Laboratorio Internazionale di Neurobiologia Vegetale dedicato alla nuova disciplina di cui è uno dei fondatori. È inoltre editor della rivista internazionale Plant Signalling Behavior.
Calabrese di Catanzaro, 41 anni, è ora impegnato con la sua equipe in una serie di ricerche sulle implicazioni pratiche della sua scoperta, compresa la robotica vegetale, ovvero la creazione di robot (plantoidi) capaci di interagire con il mondo delle piante. I vegetali, ricorda, sono esseri viventi estremamente complessi da cui dipende la vita sulla Terra. Sono un regalo straordinario fatto all’uomo, che l’uomo getta via senza neppure averlo scartato.

 

lucia minelliSpecialista in politiche dello sviluppo e in gestione delle risorse idriche, lavora come consulente internazionale al Programma Idrologico Internazionale (PHI) dell’UNESCO a Parigi. Lucilla Minelli gestisce attualmente progetti finanziati dalla Global Environment Facility (GEF) che mirano alla protezione e alla gestione sostenibile delle acque sotterranee e dei sistemi acquiferi (transfrontalieri e non). Recentemente ha contribuito e coordinato la preparazione di rapporti UNESCO per le Settimane Mondiali dell’Acqua (Stoccolma) 2010, 2011 e 2012; il Forum Mondiale dell’Acqua (Marsiglia) 2012; e per la Conferenza delle Nazioni Unite sullo Sviluppo Sostenibile (Rio de Janeiro) 2012. Tra il 2008 e il 2009 ha lavorato a Bruxelles per l’European Water Partnership per la quale ha coordinato il processo europeo per il Forum Mondiale dell’Acqua (Istanbul) 2009. Il PHI e’ l’unico programma scientifico intergovernamentale del sistema delle Nazioni Unite che si occupa di idrologia, educazione e gestione delle risorse idriche. Tenuto conto dell’approccio multidisciplinare dell’UNESCO che unisce scienze naturali e sociali, cultura, educazione e comunicazione, l’Assemblea Generale dell’ONU ha deciso di affidare a questa Agenzia il coordinamento della Giornata Mondiale dell’Acqua (22 Marzo) e dell’Anno Internazionale per la cooperazione idrica 2013 (www.watercooperation2013.org).

 

Pia PeraScrittrice e giardiniera, vive da alcuni anni nella campagna lucchese. Nei suoi ultimi libri – L’orto di un perdigiorno – Confessioni di un apprendista ortolano (Ponte alle Grazie, premio Grinzane-Giardini per il 2003), Il giardino che vorrei (Electa, 2006), Contro il giardino – dalle parte delle piante (Ponte alle Grazie, 2007, con Antonio Perazzi) – riflette sui rapporti tra uomo, natura, giardino e paesaggio.
Tiene la rubrica Apprendista di felicità su Gardenia e ha creato un portale dedito alla promozione di orti e giardini nelle scuole. È autrice di opere di narrativa – La bellezza dell’asino, Diario di Lo – e ha curato numerose edizioni di classici russi, da Vita dell’arciprete Avvakum (Adelphi) a Eugenio Onegin di Puskin (Marsilio). La sua traduzione di Il giardino segreto di Frances Hodgson Burnett è uscita da Salani nel 2005.

Mariachiara PozzanaMariachiara Pozzana (www.mariachiarapozzana.com) dal 1980 al 1996 è architetto presso le Soprintendenza ai Beni ambientali e architettonici di Potenza, Arezzo e Firenze. Dal 1993 è direttore del Centro per la conservazione dei giardini storici (Università Internazionale dell’Arte di Firenze) denominato dal 2000 Centro studi sul Giardino e sul Paesaggio. Dal 2001 è consulente dell’Istituto Europeo degli Itinerari Culturali. Inoltre è membro dell’Accademia dei Georgofili, fa parte del comitato scientifico del convegno ICON-LA a San Pietroburgo 2011 e del comitato di redazione della rivista “Architettura del paesaggio”.

Dal 1998 al 2001 ha lavorato al restauro del parco di Venaria Reale a Torino con un gruppo internazionale; dal 1999 al 2007 ha restaurato il giardino Bardini a Firenze e, successivamente, ha progettato e realizzato i tre giardini della nuova sede centrale della Banca CRF a Firenze, uno dei quali è un giardino pensile di un ettaro. Dal 2000 al 2006 è stata consulente del Comune di Firenze per l’inserimento della tramvia nel centro storico.
Tra il 1989 e il 2008 sono numerose le sue pubblicazioni relative ai giardini e al paesaggismo

 

Giannozzo PucciDiscendente di una famiglia aristocratica fiorentina, da sempre attento ai problemi ecologici, è direttore della Lef (Libreria Editrice Fiorentina) che, dal 2004, edita L’Ecologist, versione italiana dell’inglese The Ecologist, fondata da Edward Goldsmith. La rivista è stata la prima al mondo in ordine di tempo ad occuparsi delle tematiche ecologiste ed è anche l’unica ad essere pubblicata in varie lingue. Attraverso L’Ecologist e con altre pubblicazioni e interventi Giannozzo Pucci diffonde da anni proposte costruttive e conoscenze utili a una politica di medicazione delle piaghe sociali e delle ferite causate dall’uomo alla natura.

Rossella SleiterGiornalista, tiene da vent’anni sul settimanale Il Venerdì una popolarissima rubrica dedicata a fiori e giardini, tema che ha trattato lungo oltre un decennio anche per il programma di Rai Uno Linea Verde. Vive a Roma, dov’è nata, e la sua specialità è di non essere una specialista. Non ha cattedre universitarie, non è giardiniera professionista e sull’argomento non ha scritto né libri autorevoli né strenne spettacolari, se non una breve guida ai vivai italiani.

Eppure ha forse fatto più lei per la botanica di tanti professori titolati. E ha forse contribuito più lei a diffondere la cultura del giardinaggio di tutti i fiorai d’Italia. E’ grazie alla sua militanza benemerita, che nel 2006 si è guadagnata il Premio Tor San Lorenzo. Con questa motivazione: “Per l’autorevole impegno di giornalista nella divulgazione del verde amatoriale, favorendo una crescita di conoscenza collettiva e una ricaduta positiva sul settore florivivaistico italiano. Che, anche grazie al suo lavoro, ha avuto maggiore visibilità nei mezzi di comunicazione nazionali”.

Vieri Torrigiani Malaspina, laureatosi in Agraria, fonda nel 1975 l’Azienda di Floricoltura e Giardinaggio “Giardino Torrigiani” all’interno del grande parco di famiglia a Firenze in Via dei Serragli 144, dove vive con la moglie, i figli e le nipotine. Del giardino, insieme al figlio Vanni, cura la manutenzione e la promozione, mentre l’azienda si occupa prevalentemente di noleggio di piante ornamentali per interni ed esterni, allestimenti floreali e creazione di piccoli giardini in cortili e terrazzi. Un riconosciuto successo ebbero i suoi allestimenti natalizi delle vie cittadine come Via Tornabuoni e Via Maggio e le decorazioni luminose delle facciate di Alberghi come l’Excelsior e il Grand Hotel. Sponsor di Teatri e Fondazioni Benefiche, Torrigiani, che ama definirsi un giardiniere, è ricordato soprattutto per gli allestimenti delle prime teatrali e di molte feste mondane.

Massimo Venturi FerrioloInsegna Estetica alla Facoltà di Architettura e Società del Politecnico di Milano. Per l’editore Guerini e Associati di Milano dirige la collezione Kepos e Quaderni di Kepos dedicata al giardino e al paesaggio tra filosofia, storia, architettura e progetto.

Il tema del paesaggio tra etica ed estetica, fra teoria e progetto, è al centro dei suoi interessi scientifici. La sua prospettiva di ricerca, oltre l’analisi storica intesa nella sua accezione ampia e la speculazione estetico-filosofica, con interesse particolare al rapporto tra l’uomo e il suo ambiente, comprende gli aspetti demoetnoantropologici, architettonici, artistici e geografici.

Tra le sue pubblicazioni: con l’editore Guerini e Associati Nel grembo della vita, Le origini dell’idea di giardino (1989), Giardino e filosofia (1992), Mater Herbarum, Fonti e tradizione del “giardino dei semplici” della Scuola medica salernitana (1995), Giardino e paesaggio dei Romantici (1998) e Paesaggi rivelati; Passeggiare con Bernard Lassus (2006); con Semar, Roma, Il giardino del monaco (1991); con Fenice 2000, Milano, Giardini del Giappone (1993); con Editori Riuniti, Roma, Etiche del paesaggio, Il progetto del mondo umano (2002).

 

Comitato organizzatore

Riccardo Monni, ideatore e segretario del Premio
Marcella Antonini, Segretario Generale della Fondazione parchi monumentali Bardini e Peyron
Elena Marzili, consigliere della Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron

* I membri del Comitato organizzatore hanno diritto a un solo voto in Giuria

Segreteria del Premio, per informazioni:
Telefono 055 20066206
Fax 055 20066236
mg.geri@bardinipeyron.it

Intervento del Presidente Gremigni all'introduzione del Premio 'Il Monito del Giardino'

gremigni_monitoQuesta edizione del Premio Internazionale Ambientalista “Il Monito del Giardino” che mi onoro di aver voluto già 7 anni fa insieme con l’amico Edoardo Speranza – allora lui era il presidente dell’Ente e io il segretario della Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron – è un’edizione davvero speciale.

Per due motivi: il primo è che rompe la cadenza biennale e si ripete nella Giornata Mondiale dell’Ambiente a un anno dalla manifestazione precedente sul “Potere degli Alberi”; il secondo è che il tema su cui si concentra: l’acqua per il nostro futuro, è uno degli argomenti principali, se non il principale, nell’agenda di quanti hanno a cuore i destini del pianeta e dei suoi ospiti. Gli esseri umani in primo luogo.

L’acqua almeno quella dolce, è un bene che con i cambiamenti climatici in corso e in rapporto agli attuali stili di vita, è destinata entro i prossimi 20 anni a mancare a quasi il 50 per cento della popolazione del globo.

L’acqua, come l’aria, sta alla base della vita in ogni sua manifestazione e mai come in questi ultimi decenni si è sprecata in modo incauto, nonostante si sappia e si scriva che essa è soltanto in parte rigenerabile.

Per questo motivo sono felice di accogliere e premiare qui a Firenze (città che nel bene e nel male ha intrecciato la sua storia con l’acqua, ricordo la lavorazione di stoffe preziose nel Rinascimento e alluvione ed esondazione dell’Arno 47 anni fa) personaggi in prima linea nel condurre battaglie culturali e politiche per l’affermazione di metodi di raccolta, distribuzione e consumo corretti e democratici. Non può essere più accettabile che nel 2013 ogni anno nel mondo muoiano di sete oltre 3 milioni di persone e circa un miliardo vivano in condizioni di precarietà per carenze idriche.

Io mi fermo qui, ma spero e credo che i vincitori del “Monito del Giardino”, che altri presenteranno dopo di me, nel convegno del 5 giugno sappiano indicare a tutti noi la strada più giusta per garantire, come si vede nella foto della locandina che avete in cartella stampa, Acqua al nostro Futuro. Cioè ai nostri figli e nipoti e a quelli di tutti i Paesi della Terra.
Michele Gremigni

In questa edizione

Premio Il Monito del Giardino. Un concerto ispirato all’acqua.

Tra le manifestazioni collegate al Premio del Il Monito del Giardino, un concerto ispirato all’acqua.
Villa Bardini – martedì 4 giugno 2013 – ore 18,00
Nell’estate del 1944 il compositore francese Charles Koechlin scrisse una serie di 32 brani per flauto solo ispirati alla natura e alla mitologia. Il titolo di questa raccolta è Les chants de Nectaire (I canti del Nettario).
Ai suoni che produce il mare è ispirato il brano ” La mer aux bruits innombrables” , che ascolterete eseguito con il flauto contralto.

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Il Monito del GiardinoPremio Il Monito del Giardino. Un concerto ispirato all’acqua.

Il Monito del Giardino. Dal 2008 al 2013 ha premiato 22 tra i più illustri ecologi (teorici e pratici) del nostro pianeta

Era l’inverno del 2006 quando nelle stanze di presidenza dell’Ente Cassa si cominciò a parlare della possibilità di istituire un Premio che avesse come fine la difesa e la valorizzazione del paesaggio e, dopo il bel restauro della villa e del giardino Bardini, fosse legato al nome e alle attività future dell’omonima Fondazione. Un progetto in tal senso era stato presentato dal giornalista Riccardo Monni.

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Il Monito del GiardinoIl Monito del Giardino. Dal 2008 al 2013 ha premiato 22 tra i più illustri ecologi (teorici e pratici) del nostro pianeta
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