Arno 1966, diario e immagini della catastrofe ambientale
e della ricostruzione

Arno ’66, fango e ideali”  era il titolo di uno speciale della rivista Doc che dieci anni fa veniva pubblicata dalla casa editrice Le Lettere.
Quel numero si incentrava sulle fotografie e il diario inedito dell’alluvione opera di un artista nato sul confine russo-polacco, cresciuto in America e trasferitosi a Firenze con la famiglia.

Lui si chiama  Nicola Kraczyna, oggi ha 76 anni e continua a insegnare incisione presso “il Bisonte”, storica scuola fiorentina di grafica.Per le immagini che corredano il testo il pittore ha avuto nel 1967 il Fiorino d’Oro. Il comitato organizzatore del Premio “Il Monito del Giardino”, grazie a Riccardo Monni che di quella rivista era direttore, ha pensato che nel 2016, a 50 anni dal tragico evento, sia opportuno condividere questa rara testimonianza con i visitatori del sito.

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I ghiacci delle Alpi italiane primi a scomparire

Dopo l’allarme del WWF nel suo report efficacemente titolato “Ghiaccio bollente”, la prestigiosa Agenzia europea per l’ambiente (EEA) punta il dito su vette e ghiacciai alpini del versante italiano. Quello che lancia è più che un grido:  “Attenzione, insieme alle zone artiche, la parte dell’Europa più colpita dal global warming sarà quella”.

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In mano alle donne il riscatto green d’Asia e Africa

Le donne hanno in mano gran parte della battaglia per la salvaguardia dell’ambiente specie in Asia e in Africa. A sostenerlo, sulla scia di quanto affermato già nel 2004 dal Nobel Wangari Maathai (la biologa kenyota fondatrice del Green Belt Movement), è nientemeno che la vicepresidente della Banca Mondiale, la nigeriana Arunma Oteh. Per lei “…l’educazione ecologica delle donne nei due Continenti è fondamentale per la crescita della coscienza verde nelle future generazioni”.

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Al Gore ospite di Redford: “Sul clima Trump è solo”

Al Gore, vicepresidente degli Stati Uniti d’America dal 1993 al 2001 durante la presidenza Clinton, Nobel per la Pace nel 2007, “prova” a tranquillizzare il mondo sulla minaccia Trump nei confronti della battaglia contro i mutamenti climatici. “La rivoluzione della sostenibilità è talmente diffusa e potente che una sola persona non riuscirà a fermarla. Anche negli Usa industria e finanza hanno già modificato i loro orientamenti, chi non sale a bordo del nostro treno è condannato a stare indietro”.

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Parigi, un bollo colorato contro le auto inquinanti

Per lottare contro l’inquinamento delle metropoli causato dai  gas di scarico degli automezzi, la municipalità di Parigi ha reso obbligatoria l’esposizione sul cristallo anteriore di tutti i veicoli di un bollo colorato cui corrisponde il livello di inquinamento che essi determinano. L’esposizione del bollo, che si chiama “Crit Air” ed è stato ideato dal ministero dell’Ambiente e dell’Energia, è obbligatoria sia per le quattro che per le due ruote.

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Clima e migranti al centro del summit di Davos

Mentre l’Italia sta appesa a Internet e Tv per sapere se i soccorritori riusciranno a strappare al terremoto e alla neve qualche vita umana, è passato sotto silenzio un report commissionato dal World Economic Forum di Davos (Wef) sui 5 maggiori rischi che il pianeta ha di fronte. Ebbene i 750 esperti mondiali  incaricati dell’indagine hanno messo al primo posto a partire dal 2017 la seguente minaccia: “Eventi climatici estremi e disastri naturali”.

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A tutti un buon 2017 verde, ma attenti a quei due

Siamo giunti alla fine del 2016, anno che passerà alla storia come il più caldo da quando l’uomo ha incominciato a misurarne la temperatura. Doveva restarci impresso anche perché finalmente, con le Cop 21 e 22 (Parigi e Marrakech), ben 195 Paesi si erano impegnati in modo concreto a ridurre le emissioni di gas serra puntando in modo deciso sull’economia verde e circolare. Ma, arrivati al traguardo del 365° giorno, ci rendiamo conto che c’è poco da essere ottimisti.

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