In quella realtà contraddittoria e ambigua che è la Cina, lo sviluppo energetico è sempre ai primissimi posti delle politiche del Gigante. L’ultimo aggiornamento riguarda il via al progetto di costruzione di una città ideale - vicino a Tianjin – da realizzare all’insegna dei più avanzati principi di sostenibilità. Un grande impegno ecologico, che s’inserisce nella scia della raggiunta leadership globale nel fotovoltaico e nell’eolico, ma stona con il rilancio del nucleare e con megalopoli e interi distretti iperinquinanti.
Il terreno che ospiterà questa area metropolitana verdissima è grande la metà di Manhattan e ospiterà 350 mila persone. Gli edifici si estenderanno in verticale, per favorire il massimo del risparmio energetico. I rifiuti saranno gestiti “alla svedese”, senza camion e cassonetti, tanto verde, comunicazioni gestite da veicoli a impatto zero e senza conducente, energie rinnovabili ad assicurare quasi totalmente il fabbisogno energetico. Le contraddizioni di questa cavalcante crescita nel settore energetico sono evidenti. Accanto al primato che la Cina ha appena dichiarato di voler raggiungere nel 2020 costruendo la città sostenibile perfetta, c’è quello attuale delle emissioni di Co2 . Tanto che il presidente della Cina Medical Association, Zhong Nanshan, massimo esperto del Paese nell’ambito delle malattie respiratorie, ha lanciato di recente l’allarme rosso. Se il governo non interverrà in maniera drastica i casi di tumore al polmone e le malattie respiratorie cresceranno in maniera esponenziale diventando di fatto una sorta di emergenza nazionale.
Termometro verde