Paul Polak I recenti super progetti delle Nazioni Unite per abbattere la povertà nel mondo hanno purtroppo avuto modestissimi successi. Molto più importante, in proporzione, l’exploit della International Development Enterprise (IDE), l’organizzazione creata dal filantropo canadese Paul Polak. Ex coltivatore di fragole nonché psichiatra, Polak ha fornito gli strumenti che, con costi minimi e senza offese per l’ambiente, hanno riscattato dalla miseria oltre 12 milioni di persone di otto paesi del sud est asiatico, del corno d’Africa e della fascia sub sahariana.

 


Dall’India, alla Birmania allo Zambia, la IDE continua a operare favorendo la nascita di migliaia di piccole, fertili imprese agricole là dove le avverse condizioni climatiche, i regimi politici, i sistemi sociali e le stesse condizioni di vita non consentivano che un’esistenza di stenti e di drammatico sottosviluppo.

Il premio di 30 mila euro che Il Monito del Giardino gli assegna contribuiranno ad alimentare questa straordinaria campagna, che punta entro il 2015 a strappare all’indigenza 27 milioni di persone.

L’esperienza di Paul Polak è descritta in un suo libro appena pubblicato negli Stati Uniti e in Canada. Out of poverty (Fuori dalla povertà) racconta come con investimenti relativi di capitali è possibile offrire a milioni di persone la possibilità di costruirsi un futuro dignitoso ed economicamente accettabile.

Questione di metodo. Invece dei tradizionali progetti faraonici cari alle istituzioni internazionali, Polak e i suoi collaboratori hanno scelto di operare con un profilo basso ma efficace. Hanno cioè ideato una serie di utilissime tecnologie low cost eco-compatibili: pompe idrauliche in bambù, borse per immagazzinare energia solare, minifiltri per sterilizzare l’acqua, carri a traino manuale per trasportare liquidi e derrate.

Diffusi in milioni di esemplari a costi semigratuiti, questi semplici strumenti hanno messo in moto processi economici importanti e soprattutto autonomi. Hanno reso fertili terreni altrimenti aridi o malsani, hanno portato l’acqua dove c’era solo il deserto, hanno avviato fruttuose produzioni agricole e una miriade di attività artigianali. Non più come elemosina, ma come risultato di capacità acquisite.

Il merito di Polak è dunque doppio, perché il suo metodo innovativo sovverte il paradigma che lega povertà degli uomini e sfruttamento irrazionale delle risorse della Terra. Polak ha dimostrato che, in un mondo in cui un miliardo di individui sopravvive con meno di un dollaro al giorno, è possibile restituire la speranza a molti, se non a tutti, senza alcuna ricaduta negativa per l’ambiente.

www.paulpolak.com


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