Il Comitato Scientifico – Giuria del Premio ambientalista “Il Monito del Giardino” riunito sotto la presidenza del Professor Gianpiero Maracchi, ha deciso di dare il massimo riconoscimento per l'edizione 2012 alla primatologa inglese Jane Goodall. Insieme a lei sono stati premiati Roger Hulrich, Nalini Nadkarni, Majora Carter, David Holmgren e Fulco Pratesi.
Tutti i vincitori sono stati premiati a Firenze il 5 giugno nell'Aula Magna dell'Università del Rettorato dell'Università di Firenze dove si è tenuta la conferenza sul tema “Il potere degli alberi”.
BIOGRAFIE DEI PREMIATI E MOTIVAZIONI PER CUI SONO STATI DATI I RICONOSCIMENTI
Il Premio Il Monito del Giardino a Jane Goodall
Jane Goodall, laureata in etologia all’Università di Cambridge, ha fondato nel 1977 il Jane Goodall Institute (JGI) ed è considerata, grazie alla sua continua e fondamentale attività in progetti di conservazione concernenti gli scimpanzé e il loro ambiente, una delle più importanti figure scientifiche nel campo dell’etologia e delle attività in difesa della natura.
Il JGI, che adesso ha uffici in 21 nazioni Italia inclusa, è noto per i suoi innovativi programmi di conservazione destinati alle comunità locali in Africa e Sud America e per il progetto educativo rivolto ai giovani dell’intero pianeta (Roots&Shoots, 8000 gruppi in 96 Paesi) che mira ad accrescere il rispetto per l’ambiente nel suo insieme e favorire la comprensione delle diverse culture.
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Di grande rilevanza etico scientifica è anche il programma Tacare, finanziato dall’Unione Europea che punta, attraverso la riforestazione, la pianificazione familiare e il sostegno sanitario a restituire un futuro a 30 villaggi del Continente africano.
Jane Goodall è ambasciatrice di Pace per l’Onu ed è stata insignita di numerose onorificenze, fra le quali l’Ordine al Merito di Grande Ufficiale della Repubblica Italiana consegnatale il 24 novembre 2011 dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ed è autrice di un’ampia lista di pubblicazioni. In particolare il volume Chimpanzees of Gombe: Patterns of Behavior è universalmente riconosciuto come il più completo lavoro sugli scimpanzé e le scoperte scientifiche in esso contenute sono la base per tutti gli studi sui primati.
Motivazioni per cui la giuria ha assegnato il Premio a Jane Goodall
Per questi motivi e al fine di sostenere uno dei progetti del JGI-Italia in Africa vanno a Jane Goodall i 25mila euro del primo premio de Il Monito del Giardino per l’edizione 2012 dedicata a “Il potere degli alberi”.
Il Premio Il Monito del Giardino a Roger Ulrich

Roger Ulrich è professore di architettura presso il Centro per la ricerca sull’edilizia sanitaria della Chalmers University of Tecnology che ha sede a Goeteborg, Lund e Stoccolma. Questa prestigiosa Università, che forma circa il 50 per cento dei progettisti svedesi impiega oltre 1500 tra professori e ricercatori e accoglie 11mila giovani fra studenti e dottorandi. Nell’Ateneo, Roger Ulrich, che è stato co-fondatore e direttore del Centro per il design nel sistema salute della Texas A & M University e consulente del Servizio sanitario inglese per la creazione di decine di ospedali, svolge un ruolo fondamentale, volto a indirizzare la ricerca nell’edilizia sanitaria secondo un principio cardine: la vista della natura, di un bosco o di un giardino, riduce lo stress di un paziente, ne accelera la guarigione, e, di conseguenza, taglia i costi della degenza sia in termini di utilizzo di farmaci, sia considerando i tempi del ricovero.
Nel suo studio più noto Ulrich ha dimostrato che tra pazienti sottoposti a chirurgia addominale quelli che potevano vedere alberi dalla loro finestra guarivano prima di quelli che vedevano muri di case. Gli studi più recenti dell’architetto riguardano gli effetti positivi che derivano ai pazienti da una maggiore considerazione del valore negativo della promiscuità e di ogni tipo di rumore all’interno di una casa di cura. E, al contrario, di quello molto positivo di un design ergonomico in ambienti accoglienti che si aprano al fascino della natura facilitando il lavoro degli operatori.
Motivazioni per cui la giuria ha assegnato il Premio a R. Ulrich
Il Premio Il Monito del Giardino a Nalini Nadkarni

Biologa specializzata in ecologia forestale, fin dai primi anni Settanta Nalini Nadkarni studia quel mondo intermedio posto tra la terra e il cielo, vegetale e animale, del quale l’uomo non ha mai conosciuto praticamente nulla. Ha indagato insomma sulle interrelazioni di ciò che nasce si sviluppa e muore, a nostra totale insaputa, sulle chiome degli alberi nelle grandi foreste tropicali e temperate del mondo. Impresa affascinante e meritoria. Perché nell’immenso territorio collocato intorno ai trenta metri d’altezza, frastagliato e verde, sontuoso e fragile che gli alberi costruiscono e modificano con le loro tessiture di rami e foglie si svolge quasi la metà della vita del nostro pianeta. Noi umani, un po’ alla volta ma inesorabilmente, stiamo distruggendo quella tettoia naturale che, tra l’altro, ha un ruolo determinante nel mantenere l’equilibrio climatico sulla Terra. Nalini Nadkarni col sostegno della National Science Foundation e della National Geographic Society ha fatto le sue ricerche soprattutto in Costarica, Nuova Guinea, Amazzonia e Stati Uniti con un metodo interdisciplinare, indispensabile per capire e risolvere i problemi più complessi che l’esperienza sul campo le poneva. La stessa apertura ha poi dimostrato nel divulgare con libri, articoli, conferenze e lezioni universitarie le scoperte fatte in merito alle reazioni delle foreste agli insulti atmosferici, alla fisiologia e all’architettura degli alberi, all’ecologia degli animali e degli insetti che vi abitano.
Motivazioni per cui la giuria ha assegnato il Premio a N. Nadkarni
Il Premio Il Monito del Giardino a Majora Carter
Majora Carter fa la consulente economica, la conduttrice radiofonica ed è, soprattutto, una tenace sostenitrice della giustizia ambientale. Cresciuta nel Bronx, per anni ha operato in quel quartiere di New York fino a fondare nel 2001 il “Non-profit environmental justice solutions corporation Sustainable South Bronx” (SSBx) che ha voluto e ottenuto la costruzione del Hunt’s Point Riverside Park, che fino al suo intervento era stato una discarica abusiva di rifiuti: da qui il suo motto “Greening the Ghetto”. Quello del South Bronx è il primo parco lungofiume progettato e realizzato negli ultimi 60 anni. La Carter non si è accontentata e, subito dopo, ha ottenuto fondi federali per arricchire l’intera area di piste pedonali e ciclabili, spazi aperti per il tempo libero e uno sviluppo economico compatibile. Grazie alla sua continua battaglia per la riqualificazione delle zone in stato di abbandono e incuria, nel 2008 il New York Times ha definito Majora Carter “The Broker Green Power” e il Newsweek “Uno degli ambientalisti più importanti del secolo”. L’avvocato ha ottenuto numerosi premi fra cui il MacArthur “genius” per aver spinto con forza la diffusione di tecnologie “verdi” nell’edilizia e, allo stesso tempo, per il suo impegno nella formazione di figure professionali specializzate nel campo della green economy in aree socialmente e ambientalmente degradate. Nel 2008 la Carter, considerata “la mamma” del movimento dei Colletti Verdi, ha fondato il Majora Carter Group, società di consulenza che ha come obiettivo quello di vincere la sfiducia troppo spesso esistente tra amministratori, imprese e comunità evidenziando l’interesse generale: ovvero la sostenibilità ambientale.
Motivazioni per cui la giuria ha assegnato il Premio a Majora Carter
Il Premio “Il Monito del Giardino” a David Holmgren
David Holmgren, agronomo australiano di 56 anni, è uno dei padri della permacoltura/permacultura. La parola, inizialmente, è nata come fusione dei lemmi inglesi permanent e agricolture. Consiste in una tecnica di progettazione e realizzazione di sistemi agricoli integrati tesi alla massima utilizzazione dei fattori naturali e viene applicata combinando insieme metodi di coltivazione derivati dalle tradizioni di popoli diversi. La permacoltura mette al primo posto la valorizzazione degli effetti benefici ottenibili da corrette e sperimentate associazioni vegetali e animali. Dunque essa divulga una sorta di “agricoltura spontanea accudita” fatta di coltivazioni semiselvatiche, nella quale le piante perenni hanno un posto d’onore, e che tende a limitare il più possibile il lavoro dell’uomo. A tre anni circa dalla sua ideazione e una volta sperimentata in numerosi Paesi, nel 1981 la Permacoltura ha ricevuto a Stoccolma il Premio Nobel alternativo (Right Livelihood Award). Da allora, e anche grazie allo stesso Holmgren, da semplice metodo di coltivazione ecosostenibile è diventata una filosofia di vita (da cui la definizione di permacultura) finalizzata alla progettazione di insediamenti umani che, imitando la natura, siano in grado di automantenersi e rinnovarsi con impatto nullo e bassi costi energetici.
Motivazioni per cui la giuria ha assegnato il Premio a Holmgren
Il Premio Il Monito del Giardino a Fulco Pratesi

Se c’è un uomo che in Italia s’identifica da quasi mezzo secolo con le battaglie ambientaliste, con l’impegno per la formazione di una cultura ecologista e la difesa della biodiversità, quest’uomo è Fulco Pratesi. Settantasette anni, romano, architetto, giornalista, poeta e scrittore, sensibile acquerellista, Pratesi nel 1966 ha fondato insieme a una decina di altre teste lungimiranti il Wwf Italia, di cui oggi è presidente onorario. Quel manipolo di persone è riuscito, nel tempo, a costruire un’associazione che vanta circa 400mila iscritti organizzati in 19 sezioni regionali e in oltre 200 strutture territoriali. In questi 45 anni l’architetto romano, oltre a svolgere ruoli dirigenti nel Wwf, ha progettato Parchi e Riserve naturali in Italia e all’estero, è stato membro della Commissione Natura del Cnr, consulente di Italia Nostra, membro della Consulta per la Difesa del Mare e del Consiglio Nazionale dell’Ambiente, presidente della Lega Italiana Protezione Uccelli. La tenacia critica e progettuale di Pratesi non si limita alla sfera degli animali e delle piante bensì spazia, con visione umanista, su ogni campo della società. È, insomma, un paladino di quell’ecologia del pensiero auspicata nell’atto costitutivo del Monito del Giardino. Sua la frase”Abbiamo più cose in comune con un albero che con un transistor” e sue sono le garbate ma trancianti denunce del seguitissimo blog che conduce sul web. Ad esempio contro i governi che spendono per la “difesa del patrio suolo” circa 24 miliardi di euro in armamenti e soltanto 50 milioni per la difesa dei 25 Parchi nazionali, delle foreste e delle oasi naturalistiche, del paesaggio, del mare e dei fiumi.
Motivazioni per cui la giuria assegna un Premio speciale a Pratesi
La giuria del Monito del Giardino assegna un premio speciale a Fulco Pratesi perché è l’italiano che fin dagli anni in cui non esisteva nel Paese una cultura ecologista, è stato in prima linea per difendere l’immenso patrimonio che la natura ci ha donato. È rilevante che in questa edizione del Premio dedicata al “Potere degli alberi” sia dato un riconoscimento all’uomo che ha speso la vita per tutelare non soltanto l’equilibrio paesaggistico del pianeta ma ogni singolo albero. Nelle campagne e nelle città. Contabilizzando con dolore le ferite apportate. Ecco cosa ha scritto di recente. “Tagliati per far spazio al cemento, attorno a casa mia sono spariti in pochi anni due cedri, una magnolia, due pini domestici, una grande sequoia. Inerme e urlante ho assistito alla distruzione di un piccolo bosco, alla devastante potatura di un alloro e di un immenso avogado (stava per dare i suoi squisiti frutti), all’abbattimento di un pino d’Aleppo, di un fantastico albero di Giuda, di una palma delle Canarie (sanissima e piena di datteri), di un grandissimo albero del Paradiso”.
Questo è l’uomo e per tutti questi motivi la giuria ritiene giusto premiarlo.